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Depressione

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Depressione

Gli stati depressivi sono stati psichici che possono essere considerati addirittura invalidanti per chi ne è affetto quando sono in grado di compromettere non solo la serenità del soggetto ma anche il normale svolgimento delle sue attività quotidiane.

La demotivazione, l’appiattimento emotivo, l’autoisolamento, i pensieri negativi hanno tuttavia contenuti, intensità e durata che variano da persona a persona.

La depressione può essere una reazione a eventi o circostanze negative:

  • un lutto
  • una perdita causata da una separazione o da un divorzio
  • un licenziamento o una situazione di lavoro precaria o a rischio
  • un fallimento professionale
  • un grave collasso economico
  • una situazione di costrizione, di isolamento e di timori per il futuro personale e lavorativo
  • una malattia con prognosi negativa
  • una invalidità
  • un tradimento subito o commesso
  • una brutta azione fatta ad altri
  • …

Nota importante:


Problemi come quelli descritti possono più o meno occasionalmente toccare molti di noi. Non bisogna subito pensare di avere un disturbo grave. Per una corretta diagnosi è sempre bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta.  A seconda dei casi vengono offerti percorsi di sostegno, psicoterapia, psicoanalisi e eventualmente si richiede anche un parere medico.

Il compito dello psicoterapeuta non è certo quello di negare la realtà o di addolcire la pillola. Il suo compito è  prima di tutto offrire uno spazio in cui sentirsi ascoltati e capiti. Aiutare le persone a uscire dal buco nero in cui si sentono vuol dire aiutarle, senza fretta e senza giudizio, a cogliere le opportunità di iniziare la risalita, di porre almeno in parte rimedio alle situazioni,  di ripartire, di trovare nuove ragioni di vita.

Qual è la differenza tra essere tristi e essere depressi?

La tristezza è uno stato d’animo temporaneo, più o meno circoscritto, che può essere legato a una brutta notizia, a un fatto, a una situazione contingente, oppure a una più profonda insoddisfazione per la propria vita o per alcuni suoi aspetti.

La depressione è invece una condizione negativa dell’umore che può essere più o meno intensa ma che perdura nel tempo, rovina le giornate e la voglia di vivere e può derivare sia da lutti, perdite, torti subiti o fatti ad altri, azioni riprovevoli di cui si è responsabili, assenze, mancanze o dalla sensazione generale di non aver valore, di avere fallito.

Sintomi di depressione, a vari livelli di gravità, possono essere il senso di inutilità, la non voglia di vivere, la totale sfiducia nella possibilità di essere felice, le opprimenti autoaccuse, i soffocanti sensi di colpa, spesso uniti a una grande rabbia verso se stessi e da una più o meno marcata presa di distanza dalle persone più vicine, con cui può non essere possibile confidarsi, a cui non si ritiene di potere dare nulla e da cui non si ritiene di poter ricevere nessun aiuto.

Anche il corpo in questi casi manda dei segnali, come l’insonnia, l’inappetenza o la fame eccessiva e sregolata, la stanchezza perenne…

Depressione e senso di colpa

Spesso chi è depresso si sente in colpa per questo suo stato. Accusa se stesso, e a volte viene anche accusato da chi gli sta intorno, di essere pigro e di non avere voglia di impegnarsi: negli studi, nel lavoro, nelle relazioni. Ma l’accusa più grande che si rivolge e che gli viene rivolta è in genere di non sapere apprezzare quello che ha, di non essere abbastanza riconoscente verso gli altri e in generale verso la vita e le opportunità che la situazione in cui si trova gli offre, di non avere sufficiente energia e coraggio per tirarsi su..

Depressione e ansia

In altri casi gli atteggiamenti di ritiro e di rinuncia che caratterizzano la persona depressa sono anche espressione di una profonda e radicata mancanza di fiducia nella proprie capacità di riuscire nelle attività che si intraprendono e nelle relazioni. Diventano quindi la tana in cui rifugiarsi per non farsi tormentare dall’ansia.

Depressione in gravidanza, depressione post partum

Sintomi: abbattimento dell’umore, insonnia, alterazione del rapporto con il cibo, passaggio brusco dalla apatia alla rabbia. In qualche caso il quadro può essere anche molto più negativo.

Sono fenomeni che riguardano un numero ingente di donne, che troppo spesso vengono sottovalutati o ricondotti a cause solo fisico/ormonali e che non sono ancora stati abbastanza studiati. Ogni donna rappresenta un caso a sé stante, la sofferenza personale può essere immensa. E’ importante rendersene conto o che ci sia qualcuno vicino che se ne renda conto . Uno psicoterapeuta può non solo offrire sostegno in quella fase così delicata ma aiutare la donna a capirsi meglio e, quando è il caso, può dare l’indicazione di chiedere anche un parere medico.

Depressione in menopausa

Anche in questo caso non si possono solo considerare le cause fisico ormonali legate alla fase.
Per le donne si tratta di un passaggio di età molto impegnativo, nel quale possono presentarsi alla mente molte domande sulla propria vita e con il quale non sempre si riesce a fare i conti serenamente.

Depressione da “nido vuoto”

Quando i figli diventano grandi e cominciano ad avere una vita personale lontano dai genitori. Altra fase delicata della vita di un genitore, che deve confrontarsi con un altro passaggio di età, con il vuoto lasciato dai figli, con nuovi problemi della coppia.

Depressione negli anziani

E’ difficile avere un rapporto equilibrato col tempo che passa, i problemi fisici legati all’età, le novità nel rapporto con i figli e in generale nelle relazioni. A volte è difficile anche pensare di poter trarre piacere e soddisfazioni personali in questa fase della vita. Tocca in quei casi ai figli o a chi è vicino far presente la possibilità e l’opportunità di rivolgersi per un aiuto a uno psicoterapeuta e , nelle situazioni più preoccupanti, anche a un neurologo o uno psichiatra.

Quali sono le due tentazioni a cui bisogna resistere quando si è depressi?

  • Tentazione 1
    Convincersi che non c’è nessuno e niente che possa aiutare a superare questa condizione e rinchiudersi sempre di più in se stessi, isolandosi e rinunciando a qualsiasi tipo di cure.
  • Tentazione 2
    Ritenere di risolvere il problema ricorrendo , senza pensarci troppo, a dei farmaci antidepressivi, assumendoli senza prescrizione medica o facendoseli prescrivere da un medico non specialista che eventualmente da uno specialista (neurologo, psichiatra), e sperare che bastino. Intanto il tempo passa.

Quali sono le tre tentazioni a cui deve resistere chi vive vicino a un depresso?

  • Tentazione 1
    Convincersi che la depressione derivi da debolezza di carattere e che sia bene sgridare o esortare la persona depressa perché si riscuota e si sforzi di pensare positivo.
  • Tentazione 2
    Assecondare il proprio desiderio di stare il meno possibile vicino alla persona depressa perché con lei ci si sente a disagio, si diventa tristi, non si sa cosa fare, si ha paura di dare fastidio…
  • Tentazione 3
    Pensare di risolvere velocemente il problema, chiedendo alla persona depressa di sbrigarsi a farsi prescrivere, magari da un medico non specialista invece che da uno specialista ( neurologo, psichiatra) dei farmaci antidepressivi, che lo aiutino a rientrare al più presto in carreggiata, recando indirettamente sollievo anche a chi le vive accanto.

Quando sono necessari e utili i farmaci antidepressivi?

Prima di tutto è importante stabilire la natura e il livello di gravità della depressione , che possono variare molto a seconda dei casi.
E’ necessario quindi che la persona depressa si rivolga a uno specialista, di formazione psicologica o medica , per essere aiutato a capire che cosa gli sta succedendo, se e in che misura gli è necessario un supporto non solo psicoterapeutico ma anche medico, di quali farmaci ha eventualmente bisogno, ma anche in quali dosi, per quanto tempo e con che tipo di monitoraggio da parte di chi glieli prescrive. Capita fin troppo spesso infatti che chi comincia ad assumere dei farmaci antidepressivi, e più in generale degli psicofarmaci, continui ad assumerli a tempo indeterminato o smetta di assumerli all’improvviso, senza rendersi conto dei danni che per la sua salute può comportare questo metodo di cura fai da te.

Ci sono depressioni che si possono curare anche senza fare ricorso ai farmaci, non ci sono depressioni che si possano curare solo con i farmaci.

Perché per curare la depressione è sempre indispensabile la psicoterapia?

Perché per curare la depressione è sempre indispensabile la psicoterapia?

Solo grazie alla psicoterapia, che può avere durate diverse a seconda dei casi, la persona depressa può essere accompagnata dallo psicoterapeuta in un lavoro di profondo ascolto di se stessa e dei propri sentimenti ed emozioni e di individuazione delle ragioni più o meno antiche che l’hanno portata allo stato attuale di prostrazione.

Ed è nella relazione continuativa con lo psicoterapeuta, che ha scelto e al quale rinnova colloquio dopo colloquio la sua fiducia, che la persona depressa può sperimentare la certezza di essere capita e di essere sostenuta nel cammino di risalita verso un modo di vivere e di stare con gli altri che sia più adatto per lei e più felice.

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E’ una occasione che offro a chi si rivolge al mio studio, per parlare di sè, presentare i problemi che si vorrebbero affrontare, porre delle domande.

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